The Sound of Broken Water

  • The Sound of Broken Water

    Elettronica: Danilo Casti

    Sax Soprano: Patricia Cadaveira

    Percussioni: Manuel Alcaraz Clemente


    La poetica del mare e dell'acqua che si rompe.

    Tempo fa durante un festival in Polonia conobbi un artista tedesco di performing-arts di nome Johannes Deimling. Stavamo intrattenendo una conversazione dopo un mio concerto, e mi diceva che era stato particolarmente attratto da alcune sonorità che avevo ricreato campionando e manipolando alcune bacchette di legno. Mi disse che gli evocarono una sua esperienza unica e particolarissima che aveva vissuto in Estonia, durante la primavera del 2004. Mi raccontò di un paesaggio marino completamente ghiacciato, cha apprezzava osservare per la sua immutabilità. Un giorno mentre lo osservava cominciò ad udire dei suoni incredibili, degli scricchiolii provenienti dalle crepe che si stavano formando nel mare ghiacciato. Provò a descrivermi in tutte le maniere la qualità timbrica di quegli oggetti sonori e tessiture che si venivano a creare suscitando ed evocando nella mia mente un mondo sonoro immaginario che destò enormemente la mia curiosità. Rimasi completamente affascinato da quel racconto tant'è che mi ripromisi di voler vivere quell'esperienza in prima persona. Ad oggi non ho ancora avuto la possibilità concreta di vivere questa meravigliosa esperienza, ma a distanza di anni ne scaturì l'esigenza di riprenderla come spunto creativo. Mi sono interessato al paesaggio sonoro immaginario che questo racconto mi evocò senza sapere esattamente quali fossero realmente le sonorità riprodotte, ma partendo dalla sola immagine mentale e dal ricordo che mi rimane, ora ho deciso di affrontare questa sfida affascinante. I motivi per il quale la ritengo una sfida affascinante e necessaria sono molteplici. Mi interessa molto l'idea di ricostruire musicalmente un paesaggio sonoro di cui non si conosce il contenuto, ma che è addirittura molto lontano dal mio immaginario di uomo mediterraneo, il concetto del mare ghiacciato, lontano anni luce dall'idea che abbiamo noi sardi del mare. Il fatto stesso che lo possa immaginare e tradurre in suoni è lo spirito che mi ha sempre spinto nella composizione musicale, evocando mondi sconosciuti attraverso il ricordo di un racconto, l'immaginazione scaturita da viaggi onirici e il desiderio di scoprire nuovi orizzonti percettivi. Nonostante la mia essenza agnostica, ritrovo in questa pratica una certa sacralità, quasi rituale, nella quale mi sottopongo ogni volta che prendo la decisione di scrivere. In questa composizione ho individuato alcune parole chiave che tendo a sottolineare perché ne esprimono l'essenza:

    -immagini sonore

    -sogno

    -impredicibilità

    -irripetibilità

    -sacralità

    L'acqua e i suoi passaggi di stato, sono metafora delle diverse possibilità esecutive e compositive nella musica elettroacustica. “Il suono fissato” possiamo immaginarlo come uno stato ghiacciato, “una tessitura granulare” come uno stato gassoso, mentre uno stato liquido potrebbe essere l'esecuzione di una parte strumentale, con tutte le sue possibilità interpretative e quindi la capacità di potersi adattare ad una forma preesistente. Oltre l'aspetto puramente fisico l'acqua è sinonimo di vita, di nascita (“la rottura delle acque”) e di rigenerazione. I cicli della vita sono regolamentati dai flussi idrici. L'acqua come segno di purificazione e sacralità è da sempre presente nell'immaginario collettivo della nostra cultura. Una delle maggiori rappresentazioni si incarna nella figura biblica di Mosè, il cui nome significherebbe “salvato dalle acque”. I legami di Mosè con l'acqua sono molteplici: nato nelle acque del Nilo, la pozzanghera resa bevibile grazie all'arbusto, la sorgente d'acqua creata con un colpo di bastone sulla roccia, e infine la divisione (o rottura?) delle acque del Mar Rosso.

    Per noi sardi il mare è metafora di sguardo verso il mondo, di sguardo verso l'orizzonte della conoscenza, orizzonte che necessita di essere attraversato, se non fisicamente almeno con l'immaginazione.